Mamma diceva sempre: la vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita!

A pensarci bene le certezze nella vita sono davvero poche. Quelle  che ci rendono felici poi sono anche meno.

Non so mai come andranno le mie giornate,  non pianifico più praticamente da quando sono diventata mamma –  detto tra noi  con un certo sollievo – ma anche nella mia vita #incasinataperscelta una sicurezza c’è!

Quella di vedere, almeno due volte l’anno, uno dei miei film preferiti: Forrest Gump.

Un capolavoro sulla vita e sulla sua imprevedibilità sotto ogni punto di vista. Tutte e dico tutte le volte  che lo vedo non posso fare a meno di ridere –tanto – e di piangere –anche di più!-

E’ successo casualmente in uno dei miei giri tra Piccadilly e Leicester Square mentre in realtà cercavo di captare “a naso” in quale caffè entrare e prendere un espresso che sapesse e che fosse effettivamente un caffe,( non quel cicorione che ti propinano spesso da queste parti!) di sentire nell’aria il profumo inaspettato dei gamberi.

Alle mie spalle si apriva continuamente la porta di un ..

– Oddio cos’è? Un negozio di tazze e maglie? Ma come è possibile che l’odore provenga da lì?

Mi stavo lanciando  in una tipica conversazione IO razionale VS IO follia al cubo

– .. Ma va là…ma qui vendono souvenir! E fai la brava che hai sempre fame te! L’altro giorno in metropolitana sentivi odore di carbonara!!

– ..Aspetta aspetta… avvicinati un po’ alla porta… giuro son sicura che viene da là!!

-Oh ma se pure fosse! Sono le undici da due minuti, e stavamo cercando un caffè ricordi?? Abbiamo fatto colazione un’ora e mezza fa!

– Si ma… ehi possibile?! Ci sono persone che si stanno facendo fotografare sedute su una panchina.. una panchina e l’odore dei gamberi!! Capisci???

– No tesoro, non capisco! Possibile che ti scordi sempre che io sono l’altra te? Quella che pesa e soppesa con tutta la razionalità (poca in effetti) che c’è dentro di te? Quando fai certe domande mi sento l’aria fredda dietro al collo…

-Oh diamoci un taglio. Tu non stai mai sul pezzo con tutto quel cervello!! Io entro eh!

Ma siii certo che avevo ragione! Sono entrata da bubba gump shrimp Co  ! Fotonico!!

Ci sono tazze con la scritta RUN FORREST RUN, e su qualsiasi oggetto in cotone che sia un body per neonato o una t-shirt oppure un grembiule da cucina c’è stampata una delle celeberrime frasi di Forrest: Stupid  is as Stupid Does

No vabbè…me sento male…portatemi viaaaaa!!  Ma non prima di essere salita a buttare un occhio al piano di sopra  perché il magnifico profumo di pesce fritto alle 11.20 di mattina, viene inconfutabilmente da li.

Infatti alla fine delle scale c’è una grande sala   dal tipico aspetto del ristorante  americano con panche e sedie foderate di morbida pelle blu e rossa.

E’ discretamente affollato per essere metà mattina. Il personale  è così premuroso verso il cliente che è per merito loro se nel giro di due minuti mi sono già accomodata ad un tavolino con tre diversi menù in mano.

La scelta è davvero tanta, non c’è che dire. Qui viene riprodotta in toto la filosofia culinaria di Forrest che dice sempre “Il gambero è un frutto del mare, te lo puoi fare sia arrosto, bollito, grigliato, al forno, saltato, c’è lo spiedino di gamberi, gamberi con cipolle, zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria, gamberi con le patate, gamberi al limone, gamberi strapazzati, gamberi al pepe, minestra di gamberi, stufato di gamberi, gamberi all’insalata, gamberi e patatine, polpette di gamberi, tramezzini coi gamberi… “ Non posso uscire da qui senza aver assaggiato almeno una di queste pietanze.

Alle 11.30 ho già ordinato il mio pranzo e ho fatto bene, perché i miei gamberi  alla Bubba sono arrivati un’ora e venti minuti dopo.

Quattro cornucopie di carta bisunta ripiene di crostacei  fritti sorrette da uno strano ma pratico trespolo rosso.  Era il tripudio del colesterolo, ve lo garantisco.

La porzione era davvero esagerata per una sola persona ma io volevo, dovevo finirla, a costo di andare in colesterolemia nel giro d’un quarto d’ora davanti allo stupore di tutti gli altri commensali.

bubba2

Quelli dello staff ci sono abituati secondo me  e devono averne visti tanti collassare sul pavimento del locale. Ed è per questo che, quando il tuo corpo inizia a mandare inconfutabili segnali di allarme, come la sudorazione fredda e il tremore delle mani, si presentano rapidissimi davanti a te chiedendoti di partecipare ad un giochino.

In realtà vogliono solamente capire se i tuoi parametri vitali sono ancora da considerare  accettabili e soprattutto verificare da vicino  che non ti esca saliva in maniera incontrollata da un angolo della bocca. Questo potrebbe in effetti scoraggiare gli altri avventori a pranzare lì.

“Conosci bene il film Forrest Gump? Possiamo farti qualche domanda? E’ un quiz”

Si. Un quiz per valutare quanto tempo hanno, se è una questione di minuti o se ormai si tratta di una manciata di secondi  prima che tiri le cuoia lì sul posto.

Non escludo la possibilità che qualcuno mi abbia preso anche i battiti del polso in quel momento senza che me ne accorgessi.

Non ricordo con esattezza le domande che mi sono state rivolte. Mi sembra ad un certo punto di aver citato io stessa, con qualche piccola variazione sul tema, un paio di frasi del film. Ricordo di aver detto: “Jenny and me was like peas and donut” invece che “peas and carrots” e questo deve averli rassicurati abbastanza perché invece di tirare fuori il defibrillatore dal sotto il bancone mi hanno portato subito il conto ed hanno mantenuto sulle loro facce il tipico sorriso tirato di chi se l’è scampata bella fin quando non sono uscita dalla porta principale in piedi sulle mie gambe.

No, la foto sulla panchina non l’ho più fatta perché mi ero ripromessa di scattarla dopo il pranzo e non ho preso nessun souvenir perché quando sono scesa di sotto dal ristorante avevo bisogno di aria fresca il più velocemente possibile. Una parte del mio subconscio credo non volesse che portassi a casa qualcosa che ricordasse costantemente al mio fegato l’avventura appena scampata.

Questa è stata l’esperienza che ne ho fatto io di questo incredibile posto che val bene  un giro quando ci si trova nei paraggi, nonostante tutto.

Adesso vi saluto perché, parafrasando Forrest “ non ho altro da dire su questa faccenda”

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Erika ha detto:

    No vabbè… TOP ! 😂😂😂

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    1. sourasalemon ha detto:

      Grazie Erika! 😘😘

      Mi piace

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